Beato HERMAN
(Karol) STEPIEN

Frate minore conventuale, sacerdote
(1910-1943)

Karol Stepien nacque il 21 ottobre 1910 a Lódz, in una povera famiglia di operai, figlio di Józef e di Marianna Puch. Dopo aver completato i sette anni della scuola primaria a Lódz, nel 1926 entrò nel seminario minore dei Frati Minori Conventuali, a Leopoli, dove, dall'anno scolastico 1926-27, iniziò a frequentare la scuola media.
Il 2 settembre cominciò il noviziato a Lagiewniki, nella periferia di Lódz, e assunse il nome di Herman. Emise i primi voti religiosi il 3 settembre 1930. Completò il ginnasio nel 1933, quindi iniziò gli studi filosofici e teologici nel seminario maggiore francescano di Cracovia. Qui emise i voti solenni il 27 giugno 1934.

Aveva notevoli capacità intellettuali, per cui i superiori della Provincia polacca decisero che egli continuasse gli studi a Roma, nella Pontificia Facoltà Teologica di san Bonaventura, dove rimase dall'autunno del 1934 fino al 1938. Durante gli studi, il 25 luglio 1937, fu ordinato sacerdote. Al ritorno in Polonia fu inviato al convento di Radomsko. 
Contemporaneamente completò gli studi accademici, conseguendo il 27 giugno 1939 la laurea in teologia presso la Facoltà Teologica dell'Università "Jan Kazimierz" di Leopoli, difendendo la tesi dal titolo: "La cultura del corpo e l'etica cristiana".
Da Radomsko padre Herman fu trasferito a Vilnius e da qui, a guerra iniziata, nel 1941 giunse prima a Iwieniec e poi a Pierszaje, per assumere le funzioni di vicario della parrocchia, accanto al parroco padre Achilles Puchala. Dagli abitanti di Pierszaje padre Herman è ricordato come un sacerdote attivo, devoto, che svolgeva egregiamente il suo ministero sacerdotale. 

MARTIRIO

Il 19 giugno 1943 nella vicina Iwieniec ci fu un'insurrezione contro i nazisti aggressori. A distanza di un mese giunse a Pierszaje la Gestapo, che imprigionò molte persone. Si recò anche in canonica. Secondo la deposizione di un testimone, il comandante della locale gendarmeria tedesca, che abitava nella canonica ed era un cattolico praticante, voleva che i due sacerdoti francescani cercassero un nascondiglio. A tale proposta i padri Achilles e Herman risposero che "i pastori non possono abbandonare i fedeli" e si unirono alle persone arrestate e condotte alla morte. La Gestapo condusse tutti gli arrestati al villaggio di Borowikowszczyzno. Qui separarono i sacerdoti dai parrocchiani. I due padri vennero condotti alla periferia del villaggio e furono trucidati nel fienile della famiglia Rudowicz. Subito dopo il fienile venne dato alle fiamme. Questo avvenne il 19 luglio 1943.
Gli altri abitanti di Pierszaje che erano stati catturati con i due martiri non furono sottoposti all'esecuzione capitale, ma vennero deportati ai lavori forzati in Germania.
Le ceneri e i resti dei due martiri furono sepolti nei pressi della chiesa di Pierszaje, dove ancora oggi la loro tomba è venerata dai fedeli. 

Proclamato beato da Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999.