Santa Caterina di Bologna

Tauworld

Servants of God

C l a r i s s a

Caterina dei Vigri nacque a Bologna, l'otto settembre 1413; ivi morì il 9 marzo 1463, ma trascorse la maggior parte della Sua vita a Ferrara. Suo padre era un diplomatico del Marchese di Ferrara, Nicola d'Este III. Sin dalla tenera età, Caterina ebbe delle visioni, alcune delle quali Le sembravano delle vere e proprie tentazioni diaboliche, a differenza di altre, sicuramente di natura divina e di effetto benefico.

A undici anni, diventò dama di compagnia della figlia del Marchese, Margherita d'Este, e ne condivise l'istruzione e l'educazione fino al 1427, quando la Marchesina si sposò.
In questo ambiente, Caterina ricevette una formazione di tipo umanistico ed imparò la musica:  in seguito Ella scrisse inni in latino, compose, dipinse affreschi e quadri, e manoscritti con miniature. Gli affreschi sono andati perduti, ma qualcuna delle altre opere è sopravvissuta: presso il Convento di Bologna, c'è ancora un breviario scritto e decorato da Lei.
Quando gli studenti d'arte parlano della Sua produzione artistica, usano il Suo cognome, chiamandola "Caterina dei Vigri".

cat_mad
"Madonna de Pomo"   quadro di
Caterina dei Vigri

 

Le Clarisse riformate

 Dopo il matrimonio di Margherita e la morte del proprio padre, Caterina lasciò la Corte. Nonostante avesse l'opportunità di condurre una vita nobiliare, Ella rispose entusiasticamente al richiamo della vita religiosa, e divenne Terziaria Francescana a 14 anni, aggregandosi ad una comunità di circa 15 donne laiche a Ferrara. 

Costoro desideravano entrare a far parte di un ordine religioso, ma non riuscivano ad accordarsi sulla scelta. Vent'anni prima, la francese Colette di Corbie, aveva costituito un ramo riformato di Clarisse, l'ordine fondato 200 anni prima da Chiara d'Assisi, che purtroppo, con il passare del tempo, si era troppo allontanato dal primitivo ideale clariano. Le voci sulla riforma di Colette si erano sparse anche in Italia e Caterina, insieme ad altre compagne del Suo gruppo, desiderava unirsi alle Clarisse Riformate.    Il disaccordo fra le donne fu gravissimo e perdurò fino al 1435:  nel 1431, il vescovo sciolse il gruppo, nel 1432, Caterina ed alcune altre compagne presero il velo di Clarisse. ma non secondo la Regola riformata; nel 1434, 14 monache, tra cui Caterina, furono assolte dal papa da anonimi reati, inclusa l'"apostasia". Solo nell'anno successivo il nuovo monastero ebbe l'autorizzazione ufficiale a seguire la Regola di Colette.

Tratto da "Other Women's Voices"
Translations of pre-1600 Women Writers by Dorothy Disse

 

 Nel 1432 Caterina pronunciò voti solenni e divenne presto Maestra delle novizie, e fu in tale funzione che Ella cominciò a scrivere "Le sette armi spirituali".    Nel 1450 il monastero di Ferrara giunse ad ospitare ben 85 donne e, nel 1456 Caterina si trasferì a Bologna per sovraintendere alla costruzione del Convento clariano "Corpus Christi": ne divenne la badessa e rimase lì fino alla morte.   Prima di morire, diede alle consorelle il Suo manoscritto, affinchè lo leggessero e lo condividessero con le monache di Ferrara.  Ella fu davvero un'ottima Maestra delle novizie e Madre Superiora.  Il Suo incredibile zelo e l'amorosa sollecitudine verso le anime dei peccatori fecero sgorgare incessantemente dal Suo cuore preghiere e lacrime per la loro salvezza.

 

Le sette Armi Spirituali

 Fu stampato dalle monache di Bologna (fu una delle prime opere ad essere stampate lì) e fu frequentemente ristampato durante il 1500.

"Le sette Armi Spirituali" sembra quasi essere composto da due documenti separati. I primi sei capitoli e l'inizio del settimo sono molto pratici e concreti, destinati a chi ha da poco intrapreso la vita religiosa. Questa parte è breve, l'organizzazione è chiara e facile da seguire, e l'immagine dominante è quella di un quasi costante stato di guerra, che doveva essere abituale per le famiglie di cortigiani da cui le Sue novizie provenivano.   Il resto del lungo Capitolo 7 ed i Capitoli 8-10 descrivono le visioni di Caterina ed i Suoi tentativi di dar loro un senso. Come i Capitoli 1-6, sono indirizzati alle novizie, ma sono abbastanza diversi per contenuto e struttura. Agli occhi del lettore moderno, gli ultimi capitoli sono probabilmente i più interessanti, per ciò che rivelano del conflitto interno di Caterina.

Tratto da "Other Women's Voices"
Translations of pre-1600 Women Writers by Dorothy Disse

 

Il Suo corpo incorrotto

 Durante la Quaresima del 1463, Caterina si ammalò gravemente, e morì il 9 marzo. Il Suo nome fu aggiunto al Martirologio Romano da Clemente VIII nel 1592; Ella fu canonizzata nel 1712 da Clemente XI, e la bolla di canonizzazione fu pubblicata da Benedetto XIII nel 1724.  Fu sepolta senza bara, ed il Suo corpo fu esumato dopo 18 giorni a causa di alcune guarigioni che Le erano state attribuite, ed anche perchè dalla Sua tomba proveniva un dolce profumo.   Il corpo fu trovato incorrotto, e così è rimasto fino ad oggi.

La Sua vita e gli avvenimenti che seguirono la Sua morte, furono descritti da una testimone oculare, la BEATA ILLUMINATA BEMBI:
"Allorchè la fossa fu pronta e quando vi calarono il corpo, che non era racchiuso in una bara, esso emanava un profumo di indescrivibile dolcezza, riempendo l'aria tutt'intorno. Le due sorelle, che erano discese nella tomba, mosse a compassione dal Suo viso bello e radioso, lo coprirono con un panno e posero una rozza tavola alcuni centimetri sopra il corpo, affinchè le zolle di terra non lo toccassero. Tuttavia lo fissarono così goffamente che, quando la fossa fu riempita di terra, il viso ed il corpo furono comunque coperti. "Le sorelle venivano a visitare spesso il cimitero, piangevano, pregavano e leggevano presso la tomba, e notavano sempre il dolce odore che la circondava. Dal momento che non c'erano fiori, nè erbe aromatiche accanto alla fossa, ma solo arida terra, esse si convinsero che il profumo proveniva proprio dalla tomba."

"Ben presto cominciarono i miracoli, ed alcuni malati gravi, che avevano visitato la tomba, furono guariti. Nel frattempo, le sorelle si erano pentite di averLa seppellita senza bara, e si lamentarono con il loro padre confessore. Egli, un uomo di gran senno, chiese loro cosa intendessero fare per porvi rimedio. Noi rispondemmo:'TirarLa fuori, metterLa in una bara e riseppellirLa'. Egli fu sorpreso da una simile richiesta, poichè erano già passati 18 giorni dalla morte e quindi era sicuro dello stato di decomposizione del cadavere. Tuttavia, noi gli facemmo notare il dolce profumo, ed egli finalmente ci diede il permesso di disseppellirLa, purchè l'odore di putrefazione non si fosse fatto sentire durante l'operazione di scavo. 

Catmumgr.jpg (53214 byte)
Tutta l'Italia si precipitò a vederLa, ed il Suo corpo fu sistemato su di una sedia in una cappella speciale, dietro sbarre e vetro. Tuttora si conserva, in stato di mummificazione, nella Chiesa del Convento delle Clarisse di Bologna.

Quando trovammo il corpo e ripulimmo il viso, notammo che era stato schiacciato e sfigurato dal peso della tavola di legno che vi era stata posta sopra. Inoltre, scavando, tre delle sorelle l'avevano danneggiato con la vanga. La ponemmo in una bara, e stavamo per riseppellirLa, ma uno strano impulso ci spinse a sistemarLa temporaneamente sotto il portale.
"E fu allora che il naso schiacciato e l'intero viso ripresero gradualmente la loro forma naturale. La defunta divenne di colore bianco, bella, intatta, come se fosse ancora viva, le unghie non erano annerite ed Ella emanava un odore delizioso. Tutte le sorelle erano profondamente agitate; il profumo si diffondeva nella chiesa e nel convento, impregnando le mani che L'avevano toccata, e non sembrava esserci alcuna spiegazione.
"Dopo essere diventata abbastanza pallida, Ella cominciò a cambiare colore, diventando più rossa, mentre il Suo corpo cominciava ad emettere un sudore piacevolmente profumato. Passando dal pallore ad un colore d'ambra incandescente, Ella trasudava un liquido aromatico che a volte sembrava acqua limpida, ed a volte un miscuglio di acqua e sangue. Piene di meraviglia e perplessità chiamammo il nostro confessore: la voce si era già sparsa in città ed egli accorse, accompagnato da un colto medico, Maestro Giovanni Marcanova, ed essi osservarono da vicino e toccarono il corpo. Altri li raggiunsero: preti, dottori, laici."

 

 

Christian Bpath Network