Santa Caterina |
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| Servants of God | |
| Terzo Ordine |
Nacque a Genova nel 1447 ed era la quinta figlia di Giacomo Fieschi, che divenne vicerè di Napoli, ma morì prematuramente, e di sua moglie Francesca di Negro, Due papi, Innocenzo IV e Adriano V, appartenevano a questa nobile famiglia guelfa. Caterina amava la Passione di Cristo, la preghiera e la penitenza; era una bambina tranquilla, semplice ed eccessivamente obbediente. |
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All'età di tredici anni, voleva entrare in convento, ma le suore la rifiutarono, a causa della sua giovane età, e sembra che lei abbia accantonato tale idea, senza insistere ulteriormente. Tre anni dopo, sua madre decise che, per motivi dinastici, Caterina avrebbe dovuto sposare Giuliano Adorno. Egli fu un marito negligente, crudele e spendaccione per cui, dopo dieci anni, erano ridotti in miseria. Non ebbero figli ed ella tentò di guadagnarsi il suo affetto adottando comportamenti mondani, ma ciò la rese soltanto più infelice, poichè la privò della sua unica consolazione: la sua vita religiosa. |
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Caterina si recò in un convento di Genova dove aveva una sorella, Limbania, e rivelò i segreti del suo cuore. Sua sorella le consigliò di confessarsi in quello stesso monastero, e Caterina fu d'accordo con lei. Si inginocchiò nel confessionale ed un raggio di luce divina le trafisse l'anima: ella fu sopraffatta dai suoi peccati e, allo stesso tempo, dall'infinito amore di Dio nei suoi confronti. La rivelazione fu così travolgente che ella perse conoscenza e cadde in una sorta di estasi. Fu riportata indietro sul sentiero religioso della sua infanzia. Nel giro di pochi giorni, ebbe la visione di Gesù sanguinante sotto il peso della croce, ed ella gridò:"Amore! Non più peccati!". Nel giorno dell'Annunciazione, per la prima volta dopo dieci anni, fece la Comunione con fervore. In seguito, ricevette le stimmate ed un gruppo di persone religiose si riunì attorno a lei per essere guidato spiritualmente.
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L'ospedale e le opere letterarie |
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Riuscì a convertire Giuliano, essi divennero entrambi terziari francescani e decisero di vivere insieme in castità. Si dedicarono alla cura degli ammalati nell'ospedale municipale di Genova, l'ospedale "Pammatone". Nel 1473, si trasferirono dalla loro lussosa residenza di via Lomellini in una casetta situata in un quartiere povero, poi andarono a vivere nell'ospedale, di cui Caterina divenne la direttrice nel 1490. Sua cugina Tommasina Fieschi si unì a loro. |
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L'eroismo della carità di Caterina si rivelò in modo speciale durante la pesta del 1493 e quella del 1501. La prima uccise il 75 per cento degli abitanti. Ella rischiò di morire nel 1493 e diede le dimissioni dal suo incarico tre anni dopo, a causa delle sue pessime condizioni di salute. Giuliano morì nel 1497 e la vita spirituale di Caterina divenne anche più intensa. Aveva sempre paura "del contagio della lenta macchia del mondo" che l'aveva separata da Dio nei primi anni di matrimonio. |
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Faceva la comunione tutti i giorni, in un'epoca in
cui non era usale farla, e digiunava per periodi straordinariamente lunghi, senza
abbandonare i suoi lavori caritatevoli. Nel 1499, incontrò don Cattaneo Marabotto, che
divenne il suo direttore spirituale.
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Il suo corpo incorrotto |
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Caterina morì il 14 settembre 1510, logorata dalle fatiche del corpo e dell'anima e consumata, anche fisicamente dal fuoco dell'Amore Divino che le ardeva dentro. Poco prima di morire, il sangue delle sue stimmate emise un fortissimo calore. Fu beatificata nel 1675 da Clemente V, canonizzata nel 1737 da Clemente XII e la sua ricorrenza è il 15 settembre. Il suo corpo fu trovato incorrotto e si conserva ancora oggi nel Convento Cappuccino della "SS.Annunziata di Portoria" a Genova. |
![]() Ritratto di S.Caterina - Convento delle "Brignoline" - Genova |