Venerabile |
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| Servants of God | |
O.F.M. |
Nacque a S. Giovanni La Punta- Catania (26-12-1907) e mori a Hong Kong (26-1-1976). Nel 1923 abbracciò l'Ordine dei Frati Minori e nel 1931 parti missionario per la Cina. L'opera sua monumentale è la traduzione della Bibbia in cinese: un lavoro arduo, faticoso, che lo tenne impegnato fino alla morte. |
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Ne iniziò la traduzione nel 1935. Per nove anni vi lavorò da solo, fino al completamento dell'Antico Testamento, il cui testo cinese con interpretazione cattolica, dopo venti secoli di cristianesimo, non esisteva ancora. Nel 1945, fondò a Pechino uno Studio Biblico e Sociologico per la revisione della traduzione da Lui fatta. L'Antico Testamento uscì alle stampe nel 1954 (8 volumi), il Nuovo Testamento nel 1961 (3 volumi), Organizzò incontri, esposizioni, conferenze bibliche e compilò anche un dizionario biblico. Egli non fu soltanto uno studioso, un intellettuale, ma innanzitutto un missionario di Dio. |
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Certo, la traduzione della Bibbia fu il Suo pensiero costante ma, nello stesso tempo, svolgeva un intenso apostolato. Era instancabile nel predicare, confessare, assistere i poveri e gli ammalati, specie i lebbrosi, con i quali era solito trascorrere le Sue ferie e le feste di Natale e Pasqua. Un Suo collaboratore cinese, p.Antonio Lee, asserisce:"Con tutte le Sue forze Egli lavorava e si affaticava notte e giorno, instancabile, malgrado il caldo e il gelo. Anche malato, restava al Suo scrittoio a leggere e scrivere, ma se qualcuno veniva per confessarsi, per avere direzione spirituale, per proporGli un caso difficile, o chiederGli l'elemosina, Egli subito l'accoglieva. Non considerava ciò una perdita di tempo o un ostacolo, ma anzi uno sprone ed un aiuto all'opera stessa.". Anche quando la Sua salute fu duramente scossa e fiaccata dal ritmo intenso del Suo lavoro, Egli continuava imperterrito, confidando pienamente nell'aiuto del Signore. |
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Una volta, padre Gabriele scrisse ad un confratello:"Tutti pensano che io sia malato: posso lavorare, tiriamo avanti! L'ideale vale più della vita!". Dovette anche ammettere che:"Il lavoro della Bibbia è intenso....ma devo lavorare perchè, se mi fermo, non mi alzerò più...". E lavorò non solo instancabilmente, ma anche "fedelmente e devotamente", come san Francesco desidera che lavorino i Suoi figli. Scrisse anche: Ho coscienza di lavorare solo per la Chiesa, e sono sicuro che il Signore non abbandonerà chi lavora per Lui". |
Aveva chiesto alla Madonna la grazia del martirio:"Mamma mia, fammi umile, donami lo spirito di sacrificio e di preghiera, ottienimi la grazia della vita missionaria e il martirio.". Non Gli fu concessa tale grazia con l'effusione del sangue, ma ne ottenne un'altra equivalente: quella di morire lavorando... Infatti Egli aveva anche detto:"La sorte più invidiabile per un francescano che non ottiene la grazie del martirio, è proprio quella di morire lavorando". E così avvenne. E qualche giorno prima di morire, quasi ne avesse il presentimento, aveva scritto:"Forse Sorella Morte mi troverà mentre scrivo del Verbo o mentre lavoro su qualche salmo di David". Ed infatti Sorella Morte lo sorprese mentre stava commentando i versetti 18-19 del salmo 54:"Di sera, al mattino e a mezzogiorno mi lamento e sospiro, e il Signore ascolta la mia voce, mi salva, mi da pace da coloro che mi perseguitano". |
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Info: L'indirizzo è: www.frategabrieleallegra.it |
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