Santa Giacinta Mariscotti

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Servants of God

Terzo Ordine
fondatrice degli Oblati di Maria (Sacconi)

Giacinta (nota anche come Clarice Mariscotti)  rappresenta un caso eccezionale fra i santi poichè, nel corso della sua vita, ella sperimentò non una, ma ben due conversioni.  A differenza di molti altri santi, Clarice non mostrò alcuna predisposizione religiosa e, quando era una giovane monaca, fu notoriamente infedele alla regola.  Poi si pentì e corresse il proprio comportamento, ma ricadde nell'infedeltà... ed, infine, si pentì di nuovo, raggiungendo gradi eccelsi di eroica virtù.  La vita di Giacinta dimostra come Dio può trasformare le nostre sofferenze in benedizioni.
Nacque a Vignarello (vicino Viterbo) nel 1585, da una nobile famiglia
.  I suoi genitori erano Marc'Antonio Mariscotti (Marius Scotus) e Ottavia Orsini. Al Battesimo fu chiamata Clarice e, nei primi anni di vita, si distinse per la sua religiosità ma, crescendo, divenne frivola e mostrò inclinazione verso .i beni terreni. L'istruzione ricevuta presso il convento del Terzo Ordine Francescano "S.Bernardino" di Viterbo, dove una delle sue sorelle maggiori aveva preso il velo, non sortì alcun effetto sulla sua frivolezza.

A 20 anni, Clarice subì un grave dispiacere a causa del Marchese Cassizucchi, che preferì sposare una sorella minore, invece di lei. In seguito a ciò, il suo carattere divenne pessimo e rese così insopportabile la vita in casa che la sua famiglia dovette quasi forzarla ad entrare nel convento di Viterbo.

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Ella fuggì, ma poi tornò in convento dove, a tempo debito, prese i voti con il nome di Giacinta.  Ma. come spiegò a suo padre, lo fece solo per hascondere la sua delusione e non per rinunciare ai lussi mondani, e gli chiese di arredare la sua camera con ogni comodità. E pretese tutti i privilegi che le provenivano dal suo rango e dalla sua ricchezza, avendo una cucina solo per lei, indossando un abito di stoffa pregiata, ricevendo e restituendo visite a suo piacere... Approfittava di ogni opportunità per scandalizzare la sua comunità per ben 10 anni, durante i quali ignorò apertamente lo spirito della regola religiosa.
Grazie alla speciale protezione di Dio, ella conservò una fede viva, pregava regolarmente, rimase pura, mostrò sempre grande rispetto per i misteri della religione, e nutriva una tenera devozione verso la Beata Vergine.

 

Le due Conversioni

La sua prima 'conversione' avvenne quando il suo confessore, assistendola mentre era malata, espresse stupore per l'arredamento lussuoso della sua stanza; egli le disse che lei si trovava in quel convento semplicemente per aiutare il diavolo, e la violenta emozione provocata da un tale rimprovero la scosse dal suo letargo spirituale; si accinse a correggere la propria vita con fervore esagerato.  Giacinta disse il suo "sì" e compì un lungo passo verso il Signore, ma ben presto ricadde nelle vecchie abitudini.

Ancora una volta la malattia, stavolta più grave, ed ancora una volta la correzione!  Ella divenne un eroico modello di pazienza, penitenza, preghiera, instancabile bontà, dolcezza e sollecitudine nel servire tutti, e dimostrò devozione sempre crescente verso la Madre di Dio, il Bambino Gesù, la Santa Eucarestia e le sofferenze di Cristo.  Confessò pubblicamente le proprie colpe, abbandonò i suoi costosi indumenti, indossò una vecchia tonaca, camminò scalza, digiunò frequentemente a pane ed acqua, punì il proprio corpo con veglie e severe flagellazioni, e praticò ogni tipo di mortificazione a tal punto che il decreto di canonizzazione reputa la sua sopravvivenza un continuo miracolo.

La maestra delle novizie

E' davvero straordinario che una donna con un simile carattere sia potuta diventare una perfetta maestra delle novizie.   Giacinta sembra aver mostrato molto buon senso nel guidare gli altri, trattenendo i loro eccessi di preghiera e penitenza, e dando consigli pratici ai molti che le scrivevano per chiederle il suo parere.   La sua carità era eccezionale e non si limitava alla sua comunità.  La fede di Giacinta finalmente viveva, e quando ella ricordava il percorso a zig-zag della sua vita, tutto le sembrava un miracolo.

 

Le due confraternite

Giacinta fondò due confraternite a Viterbo, i cui membri venivano chiamati Oblati di Maria o Sacconi, che si dedicavano ad accudire i malati, gli anziani e gli indigenti. La stessa Giacinta mendicava per partecipare alla raccolta del denaro necessario.  Una di queste confraternite, simile a quella di S.Vincenzo de' Paoli, raccoglieva elemosine per i convalescenti, per i poveri che si vergognavano di mendicare e per la cura dei prigionieri; l'altra procurava case agli anziani.
Nonostante la sua vita fosse ormai così pura e santa, Giacinta provava sempre il massimo disprezzo per se stessa,  Operò numerosi miracoli, aveva i doni della profezia e della lettura del pensiero altrui.  Aveva anche il privilegio delle estasi divine.
Alla sua morte, avvenuta il 30 gennaio 1640, tutta la città di Viterbo la rimpianse con grande dolore, ed immense folle si riunirono per il suo funerale. Fu beatificata da Papa Benedetto XIII nel 1726, e canonizzata il 14 maggio 1807 da Pio VII.

 

 

 

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