Santa Giacinta Mariscotti |
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| Servants of God | |
Terzo Ordine |
Giacinta (nota anche come Clarice Mariscotti) rappresenta un
caso eccezionale fra i santi poichè, nel corso della sua vita, ella sperimentò non una,
ma ben due conversioni. A differenza di molti altri santi, Clarice non mostrò
alcuna predisposizione religiosa e, quando era una giovane monaca, fu notoriamente
infedele alla regola. Poi si pentì e corresse il proprio comportamento, ma ricadde
nell'infedeltà... ed, infine, si pentì di nuovo, raggiungendo gradi eccelsi di eroica
virtù. La vita di Giacinta dimostra come Dio può trasformare le nostre sofferenze
in benedizioni. |
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A 20 anni, Clarice subì un grave dispiacere a causa del Marchese Cassizucchi, che preferì sposare una sorella minore, invece di lei. In seguito a ciò, il suo carattere divenne pessimo e rese così insopportabile la vita in casa che la sua famiglia dovette quasi forzarla ad entrare nel convento di Viterbo. |
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Ella fuggì, ma poi tornò in convento dove, a tempo debito, prese i
voti con il nome di Giacinta. Ma. come spiegò a suo padre, lo fece solo per
hascondere la sua delusione e non per rinunciare ai lussi mondani, e gli chiese di
arredare la sua camera con ogni comodità. E pretese tutti i privilegi che le provenivano
dal suo rango e dalla sua ricchezza, avendo una cucina solo per lei, indossando un abito
di stoffa pregiata, ricevendo e restituendo visite a suo piacere... Approfittava di ogni
opportunità per scandalizzare la sua comunità per ben 10 anni, durante i quali ignorò
apertamente lo spirito della regola religiosa.
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Le due Conversioni |
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La sua prima 'conversione' avvenne quando il suo confessore, assistendola mentre era malata, espresse stupore per l'arredamento lussuoso della sua stanza; egli le disse che lei si trovava in quel convento semplicemente per aiutare il diavolo, e la violenta emozione provocata da un tale rimprovero la scosse dal suo letargo spirituale; si accinse a correggere la propria vita con fervore esagerato. Giacinta disse il suo "sì" e compì un lungo passo verso il Signore, ma ben presto ricadde nelle vecchie abitudini. Ancora una volta la malattia, stavolta più
grave, ed ancora una volta la correzione! Ella divenne un eroico modello di
pazienza, penitenza, preghiera, instancabile bontà, dolcezza e sollecitudine nel servire
tutti, e dimostrò devozione sempre crescente
verso la Madre di Dio, il Bambino Gesù, la Santa Eucarestia e le sofferenze di Cristo. Confessò pubblicamente le proprie colpe,
abbandonò i suoi costosi indumenti, indossò una vecchia tonaca, camminò scalza,
digiunò frequentemente a pane ed acqua, punì il proprio corpo con veglie e severe
flagellazioni, e praticò ogni tipo di mortificazione a tal punto che il decreto di
canonizzazione reputa la sua sopravvivenza un continuo miracolo. |
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La maestra delle novizie |
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E' davvero straordinario che una donna con un simile carattere sia potuta diventare una perfetta maestra delle novizie. Giacinta sembra aver mostrato molto buon senso nel guidare gli altri, trattenendo i loro eccessi di preghiera e penitenza, e dando consigli pratici ai molti che le scrivevano per chiederle il suo parere. La sua carità era eccezionale e non si limitava alla sua comunità. La fede di Giacinta finalmente viveva, e quando ella ricordava il percorso a zig-zag della sua vita, tutto le sembrava un miracolo.
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Le due confraternite |
Giacinta fondò due confraternite a
Viterbo, i cui membri venivano chiamati Oblati di Maria o Sacconi, che si dedicavano ad accudire i malati, gli anziani e gli indigenti.
La stessa Giacinta mendicava per partecipare alla raccolta del denaro necessario. Una di queste confraternite, simile a quella di S.Vincenzo
de' Paoli, raccoglieva elemosine per i convalescenti, per i poveri che si vergognavano di
mendicare e per la cura dei prigionieri; l'altra procurava case agli anziani. |