San  Giovanni Giuseppe della Croce

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O.F.M.

Carolo Gaetano Calosirto nacque nel 1654, nel giorno dell'Assunzione, sull' Isola d'ischia, di fronte a Napoli.  Fu un modello di virtù sin dall'infanzia.  Nonostante fosse di nobile nascita, si vestiva sempre con abiti miseri, perchè voleva essere povero come Gesù.   A sedici anni entrò nell'Ordine Francescano a Napoli, tra i Frati della Riforma Alcantarina.   Fu il primo italiano ad aggregarsi a tale Riforma, istituita in Spagna da S.Pietro d'Alcantara, con l'intento di rendere l'Ordine più dedito alla penitenza ed all'austerità.

Pochi anni dopo, fondò un monastero a Piedimonte Matese, in Campania,  e partecipò attivamente alla sua costruzione.  Divenne Maestro dei Novizi e poi anche sacerdote.   In seguito, padre Giovanni Giuseppe diventò Superiore del monastero di Santa Lucia al Monte di Napoli, dove trascorse gran parte della sua lunga vita.  Nel 1702 fu nominato Vicario Generale della Riforma Alcantarina in Italia.  Lavorò duramente per instaurare questa branca del suo Ordine, che era stata separata da quella spagnola per ordine del Papa.  Soffrì molto e fu vittima di numerose calunnie.  Tuttavia, i suoi sforzi furono coronati dal successo, ed egli riuscì a diffondere il doppio spirito Alcantarino di contemplazione e di penitenza.

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Giovanni Giuseppe insisteva sempre nel voler compiere i servizi più umili nella comunità ed era l'esempio vivente delle virtù più sublimi, specialmente dell'umiltà e della disciplina religiosa.  Il suo più ardente desiderio era di vivere sacrificando se stesso, come aveva fatto Gesù.  Ciò lo condusse a compiere con gioia molti sacrifici.  Nel corso della sua vita osservò la più rigorosa austerità: digiunava costantemente, non beveva mai vino e dormiva tre ore per notte.
"Come puoi pensare che con un osso alto solo tre dita," disse una volta, tamburellandosi la fronte, "noi potremmo essere in grado di comprendere i disegni di Dio?"
Era di natura affettuosissima ed era molto generoso.   Inoltre, possedeva numerosi doni soprannaturali, come quelli della profezia e dei miracoli.. Si dice che abbia predetto la futura santità di S.Maria Francesca, prima ancora della sua nascita.
Non cercò mai di essere al centro dell'attenzione.  Invece di aspettare che la gente riconoscesse i suoi doni e si recasse da lui, andava lui stesso verso gli altri.  Tutti i preti ed i confratelli pensavano a lui come ad un padre affettuoso. Quando terminò il suo incarico come Provinciale, si dedicò all'ascolto delle confessioni.  Il suo zelo verso le anime era così immenso che, anche quando era malato, non si fermava dinanzi ad alcuna fatica, pur di aiutarle.   Amava con tutto il cuore la Beata Vergina e cercava di aiutare gli altri ad amarLa.

Giovanni Giuseppe morì ottantenne, il 5 marzo 1734, e fu sepolto nel suo convento di Santa Lucia al Monte, a Napoli.  Fu beatificato nel 1789 e proclamato santo da Papa Pio VIII nel 1839.  La sua festività è il 5 marzo, ed è il Santo Patrono dell'Isola d'Ischia, insieme a Santa.Restituta.  Egli è anche il Patrono dei navigatori, oltre che dei poeti e degli scrittori di lingua spagnola.

 

 

 

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