La morte di Francesco |
Quando Francesco sentì avvicinarsi la sua
ultima ora, disse ad un frate di scrivere una lettera per Jacopa, per informarla della sua
morte imminente e chiedendole di raggiungerlo alla Porziuncola, recandogli una veste per
la sepoltura, candele per il funerale e quei dolci che lei gli offriva quando si trovava
malato nella Capitale. Proprio mentre i frati stavano cercando qualcuno che portasse la
lettera a Roma, Francesco presentì che Jacopa stava già recandosi da lui.
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Immediatamente dopo, si udì bussare alla porta della minuscola
capanna adiacente la cappella, che fungeva da infermeria...
Ella era arrivata con i
suoi figli e le fu permesso entrare, anche se le donne non erano ammesse nel monastero.
Jacopa aveva portato tutto ciò che Francesco desiderava, inclusi i dolci fatti con
mandorle, zucchero, miele ed altri ingredienti, chiamati "mostaccioli" a Roma.
Oggigiorno, in Umbria, questi dolci vengono ancora preparati in memoria di
Francesco.
Gli recò anche un cuscino di seta rossa, adornato dallo stemma di famiglia, ed il suo
velo nuziale, su cui erano ricamate le parole:"Ama, ama, ama".
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Jacopa porge la veste per Francesco
(Basilica Inferiore -Assisi)
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Jacopa gli disse che, mentre stava prergando
a Roma, una voce divina l'aveva avvertita che presto lui sarebbe passato presto ad altra
vita, e che le avrebbe chiesto di portargli le cose che ella gli aveva appena
recato. Jacopa rimase ad Assisi fino alla morte di Francesco, partecipando al suo
funerale e provvedendo a tutte le spese.
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Il monastero di "San Francesco a
Ripa" |
La prima sede romana dei Frati Francescani fu
l'ospedale "S.Biagio" fondato da Jacopa a "Trastevere", dove Francesco
fu ospite almeno una volta durante uno dei suoi numerosi soggiorni a Roma.
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Nel 1231, immediatamente dopo la canonizzazione di Francesco, l'ospedale
fu trasformato nel monasteri di S.Francesco a Ripa per iniziativa di Jacopa,
e Papa Gregorio IX lo assegnò ai Frati Minori.
Negli anni 1682-1689 la chiesa fu
ristrutturata con le attuali tre ampie navate. Le cappelle su entrambi i lati sono
ricche di opere d'arte comprovanti la grande devozione di alcune importanti famiglie
romane verso il Santo.
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La cappella di San Francesco si trova nella cella
dove egli dimorava, e contiene un paio di sue immagini (XIII° Secolo) attribuite al
pittore francescano D'Arezzo, e una pietra che il Santo usava come cuscino.
Nel giardino c'è un albero d'arance che si ritiene esser stato piantato proprio da
Francesco.
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