San Pietro
d'Alcantara

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O.F.M.

Pietro Garavito nacque ad Alcántara, Estremadura, Spagna, nel 1499, ed amò profondamente Dio sin dalla più tenera età. Suo padre, avvocato e governatore della provincia, morì nel 1513 e due anni dopo, dopo aver studiato legge a Salamanca, Pietro entrò a far parte, a soli 16 anni, dei Francescani Osservanti di Manxarretes (Manjaretes). A 22 anni fu mandato a Badajoz per fondare un convento di frati.  Fu ordinato sacerdote a 25 anni (1524), e predicò in Spagna e Portogallo. Questo perdiodo della Sua vita fu tranquillo, ma per tutto il tempo Egli sentì il bisogno di seguire più  rigorosamente la regola Francescana.

Dopo essere stato eletto ministro provinciale per San Gabriel a Estremadura nel 1538, tentò di prendere provvedimenti definitivi per iniziare la riforma, ma i Suoi sforzi non furono ben accolti durante il capitolo provinciale di Placensia del 1540.  Perciò, Egli si dimise dalla Sua carica.  Per due anni visse come un eremita insieme a Frate Martino di Santa Maria sul Monte Arabida vicino Lisbona. Numerosi frati si sentirono attratti dal loro stile di vita, per cui Egli fu nominato superiore della comunità per novizi di Palhaes. Durante tale periodo, si convinse ancora di più della necessità di una vigorosa riforma Cattolica da opporre al movimento Protestante.

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I Francescani Alcantarini

Alla fine, con l'approvazione di papa Giulio III, Pietro fondò l'ordine dei Frati Minori Riformati di Spagna, comunemente chiamati "Francescani Alcantarini", che costruì non solo monasteri, ma anche Case di Ritiro, dove chiunque poteva andare e tentare di vivere secondo la Regola di San Francesco. I frati vivevano in piccoli gruppi, in grande miseria e austerità, camminando scalzi, evitando di mangiare carne e vino, e passando la maggior parte del tempo in solitudine e contemplazione. Tre anni dopo, nel 1559, il nuovo ordine si ampliò con l'aggiunta di una nuova provincia, quella di San Giuseppe.  Purtroppo i Francescani Riformati non ottennero l'appoggio degli altri Francescani;  i Conventuali e gli Osservanti, entrambi gelosi dei loro privilegi, continuarono a litigare sull'eredità di San Francesco.

Santa Teresa di Avila

L'esempio di Pietro fu seguito da Santa Teresa di Avila  e, per tale motivo, fu fondato San Giuseppe di Avila, il primo Carmelo Riformato della Spagna.   Anche se il lavoro di Pietro fu superato da quello di Santa Teresa, esso fu fondamentale nella diffusione in Spagna, e poi in tutta l'Europa, di un movimento di vigorosa rinascita che diede forza alla Chiesa in un momento in cui ce n'era davvero bisogno. Teresa e Pietro s'incontrarono nel 1560 ed Egli divenne il Suo confessore, consigliere, ed ammiratore. L'incredibile e feroce ascetismo di Pietro non è un mito, anzi viene descritto da Teresa in un famoso capitolo della Sua autobiografia.  Ella scrisse, con timore misto ad ammirazione,  che le penitenze di Pietro erano "incomprensibili per la mente umana." e che esse l'avevano ridotto in un tale stato da farLo sembrare "fatto di radici di alberi." . 

Asceticismo e morte

Egli visse asceticamente dall'età di 16 anni sino alla morte, opponendo una volontà d'acciaio alle tentazioni indubbiamente violente del proprio corpo.  Non dormiva più di due ore per notte, e non si stendeva neanche, preferendo dormire su di una scomoda sedia di legno o inginocchiato contro il muro. La Sua cella era lunga circa un metro e mezzo.   Mangiava pochissimo, all'inizio digiunava per tre giorni di seguito, poi riuscì a resistere anche per un'intera settimana.  Quando mangiava, distruggeva il sapore del cibo cospargendolo di cenere o terra.   Non bevve mai vino.

Non indossò mai scarpe, neanche sandali, e camminava completamente scalzo.  Non indossò mai un cappello nè un cappuccio, esponendo la testa alle gelide piogge dell'inverno ed al cocente sole dell'estate. Benchè possedesse un mantello, non l'indossò mai per proteggersi dal freddo, ed andava sempre a piedi, raramente accettava di cavalcare un asinello.  Consumato dalla febbre, rifiutò un bicchier d'acqua, dicendo: "Gesù era pronto a morire di sete sulla croce." e per tre anni non sollevò gli occhi da terra.  Santa Teresa di Avila racconta:, "Era molto gentile, tuttavia era molto taciturno, tranne quando Gli veniva posta una domanda, e allora era incantevole, poichè aveva un'intelligenza acuta."

Un simile ascetismo potrebbe sembrarci egocentrico ed eccessivo al giorno d'oggi. Alcuni potrebbero obiettare che nella vita attuale ci sono già abbastanza mortificazioni senza bisogno di aggiungerne altre.  Però l'ascetismo è esistito nella Chiesa dall'epoca dei Padri del Deserto, e chi potrebbe asserire che l'attuale infelice situazione del mondo non potrebbe essere mutata in meglio, se la gente seguisse pratiche ascetiche?
L'ascetismo di Pietro, tuttavia, è solo uno degli aspetti della Sua vita di grande santità e di incessante lavoro dedicato al ripristino in Spagna della Regola Francescana originale.  Il Suo Trattato sulla Preghiera e sulla Meditazione fu definito da papa Gregorio XV "una luce splendente che guida le anime al paradiso e una dottrina suggerita dallo Spirito Santo."   Questo trattato fu usato negli anni seguenti da San Francesco di Sales.

"Mi è già apparso due volte dopo la Sua morte" scrisse Teresa di Ávila, "ed io fui testimone della grandezza della Sua gloria.  Lungi dal causarmi paura, la vista di Lui mi riempì di gioia.   Si mostrò a me sempre sotto forma di un corpo glorioso e raggiante di felicità; ed io, vedendoLo, fui riempita dalla stessa felicità.   Ricordo che la prima volta che mi apparve, mi disse, per farmi capire l'immensità della Sua gioia: 'Benedetta sia la penitenza che mi ha fatto meritare un simile premio'"

Pietro morì ad Arenas nel 1562,  Fu canonizzato nel 1669 da papa Clemente IX  e, nel 1862, fu dichiarato patrono del Brasile (Delaney). "

"Nessuna lingua potrebbe esprimere l'immensità dell'amore che Gesù Cristo prova per le nostre anime.  Egli non volle che tra Lui ed i Suoi servi ci fosse altro pegno che non fosse Egli stesso,   per mantenere vivo il Suo ricordo. "

San Pietro d'Alcantara

 

 

 

 

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