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Francesco
nacque ad Assisi nell'inverno del 1181 da Pietro di Bernardone
e Madonna Pica, in una delle famiglie più agiate della città.
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La madre scelse il nome
di Giovanni, cambiato in Francesco quando il padre tornò a casa da un viaggio di
lavoro in Provenza.
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Francesco
conduceva una vita spensierata, animando le feste tra amici, e suo padre
cercò di avviarlo al più
presto alla propria attività di commercio in spezie e stoffe. Un giorno, si
presentò alla porta un mendicante: dapprima Francesco lo mandò via
in malo modo, poi lo rincorse, si scusò e gli donò del denaro.
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Il
suo sogno era di diventare un nobile cavaliere. Il campo di battaglia
rappresentava il
luogo migliore per conquistare la gloria ed il prestigio a cui
anelava. |
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La
prima occasione che gli si presentò fu quella di partecipare,
all'età di vent'anni,
alla guerra tra Assisi e Perugia. |
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Fu fatto prigioniero e si
ammalò durante la lunga permanenza in carcere. Tornò a casa
dopo un anno, in gravissime condizioni di salute.
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Finalmente
guarito, decise di cercare ancora
la gloria, al seguito di un condottiero. Il suo viaggio terminò a Spoleto,
dove ebbe un'apparizione del Signore, che gli
ordinava di tornare indietro: questo fu l'inizio di una graduale conversione,
incomprensibile agli acchi di parenti ed amici. |

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Un
giorno, trovandosi davanti ad
un lebbroso, non fuggì, come avrebbe fatto in passato, ma gli si avvicinò e lo baciò. |
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I
suoi amici lo schernivano, trovando ridicolo il suo nuovo
comportamento, quindi Francesco scelse il
silenzio e la meditazione fuori le mura della città, sostando spesso presso la cadente
Chiesetta di San Damiano. Un giorno, il crocifisso che era nella cappellina gli parlò:
"Va, ripara la mia casa che cade in rovina".
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Francesco vendette le stoffe del padre e portò il
ricavato al sacerdote di San Damiano. L'ira di Pietro di Bernardone fu tale da costringere
Francesco a nascondersi. La disputa familiare terminò con l'intervento del Vescovo di
Assisi. |
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Il
Vescovo fu molto comprensivo nei confronti di Francesco: gli
consigliò di restituire il denaro ed gli assicurò che Dio
avrebbe provveduto a tutto. Erano proprio le parole che
Francesco aveva bisogno di sentire. |
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Non
solo restituì il denaro, ma si spogliò degli abiti e rinunciò a
tutti i beni paterni dinanzi alla folla che si era radunata sul
piazzale. Inoltre, dichiarò che Pietro Bernadone non era più suo
padre e che da quel momento in poi avrebbe potuto dire in totale
libertà: "Padre nostro che sei nei cieli".
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Scissi
i legami con il padre terreno, Francesco si dedicò completamente
al Padre Celeste, ricostruendo innanzitutto San Damiano
e la minuscola Chiesa, detta Porziuncola,
che divenne il suo luogo prediletto. |
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Un'altro luogo particolarmente amato da Francesco nel corso della sua vita fu l'Eremo
delle Carceri, sul Monte
Subasio.
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Le
gesta di Francesco non passarono inosservate e dopo qualche tempo,
si affiancarono i
primi compagni: Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani,
Egidio, Filippo Longo... |

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La
provvisoria dimora dei primi Frati minori fu il Tugurio di
Rivotorto, nei pressi di Assisi.
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In
seguito, vi fu un periodo di spostamenti, costellato di importanti
episodi, fra cui il famoso incontro con il feroce lupo di Gubbio,
ammansito dalle parole del santo.
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Tra
il 1209 ed il 1210, Francesco scrisse una breve Regola, poi si
recò a Roma con i suoi compagni, per chiedere l'approvazione di papa Innocenzo
III. Il Papa, in sogno, ebbe la visione della
Basilica Lateranense in rovina, sostenuta da Francesco che ne evitava la distruzione.
Egli approvò verbalmente la Regola e la vita dell'Ordine dei
Frati Minori.
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Iniziarono i contatti
con Chiara
d'Assisi, che nel 1211 lasciò la sua nobile e ricca
famiglia per seguire l'esempio di Francesco. |

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La sorella Agnese, la madre Ortolana ed molte altre
donne non tardarono a raggiungerla. Nacque così a San Damiano il secondo
Ordine di San Francesco.
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Un
Ordine Francescano, contemplativo, di clausura, meglio conosciuto
con il nome di
"Povere Dame" o "Povere Signore". Le suore
vennero chiamate Clarisse dopo la morte di Chiara. |

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L'Eremo "Le Celle" di
Cortona, in
Toscana, è il primo Convento costruito da Francesco. Lo fondò nel 1211 e
vi soggiornò molti
anni dopo, dopo aver ricevuto le "stimmate".
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Ancora
adesso si possono
vedere la sua celletta e l'oratorio dei suoi primi compagni. Oggi
è abitato dai Frati Cappuccini che continuano nel tempo
l'esperienza di preghiera ereditata da S.Francesco, rendendone partecipi i fratelli.
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Nel 1213,
il Conte Orlando di Chiusi donò a Francesco il Monte della Verna, in Toscana. |
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Iniziò la sua
predicazione a più lungo raggio, tentando di recarsi anche in Marocco, ma una malattia lo
fermò in Spagna. Nel 1216 ottenne da Onorio III l'indulgenza della
Porziuncola, la più
importante della cristianità dopo quella di Terra Santa. Nel 1219 partì per
Acri e Damietta, al seguito della crociata, e giunse in Egitto alla corte del sultano Melek
el-Kamel. Poi raggiunse la Palestina ed infine tornò ad Assisi nel 1220.
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A
Fontecolombo, nei
pressi di Rieti, scrisse una nuova Regola,
che fu approvata da
Onorio III.
Il Natale era la festività più amata da Francesco e, nel 1223, egli volle celebrare la Natività in una chiesa di Greccio,
vicino Rieti, riproducendo con personaggi viventi la nascita di Gesù a Betlemme:
in tal modo, inaugurò il Presepio, una tradizione tanto cara alla cristianità. |
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Nel
settembre 1224, mentre si trovava sul Monte della Verna, sul suo
corpo apparvero le stimmate, il segno di Cristo e della santità. |
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Francesco,
ormai stanco e sempre più gravemente ammalato, anche a causa del
suo continuo peregrinare per le predicazioni, venne curato a San
Damiano, ospite di Chiara e delle Sorelle.
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Qui
compose il Cantico delle Creature,
opera di alta religiosità e lirismo, che
contiene tutti gli ideali dell'umiltà e della grandezza francescana. |
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Sentendo prossima la fine terrena,
si fece
portare alla Porziuncola, in Santa Maria degli Angeli, dove si spense al tramonto della
giornata del 3 ottobre 1226.
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La
processione che accompagnò le sue spoglie mortali dalla Porziuncola alla città, fece
sosta a San Damiano per consentire a Chiara e alle sue Figlie di venerare le sacre
stimmate, ora visibili a tutti. Il santo, nella sua umiltà, aveva
espresso il desiderio di essere sepolto sul Colle d'Inferno, una collina dove venivano giustiziati i criminali.
Il suo corpo fu provvisoriamente sistemato nella chiesa di San Giorgio (attualmente
inclusa nella Chiesa di Santa Chiara). Numerosi miracoli cominciarono a verificarsi
presso la sua tomba.
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Il 16 luglio 1228, Francesco fu canonizzato a San Giorgio da
Gregorio IX, La sua commemorazione liturgica è il 4 ottobre. Il papa
pose la prima pietra della grande basilica a due piani e il 25 maggio 1230, le sacre spoglie furono
segretamente trasferite da Frate Elia
e sepolte a grande profondità sotto l'altare principale della basilica inferiore. Qui,
dopo essere rimasta sepolta per 6 secoli, la bara di Francesco fu trovata, il 12 dicembre
1818, dopo una faticosa ricerca durata 52 notti.
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Il suo saio è
conservato in un reliquiario nella Basilica inferiore. La cripta fu costruita nel
1824 e totalmente ristrutturata nel 1932. |
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Le spoglie del santo sono al di sopra dell'altare in un sarcofago di pietra munito di
sbarre metalliche.
Quattro dei suoi primi compagni sono sepolti nei quattro angoli della stanza: Leone, Angelo,
Masseo, Rufino. |
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Di fronte all'altare, tra le scalinate d'entrata e d'uscita, si trovano i resti mortali
della nobildonna romana amica di Francesco, Jacopa de' Settesoli, in un'urna
protetta da una griglia nera. |
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Il 17 gennaio 1978,
Paolo VI autorizzò una delicata opera di
disinfezione e conservazione delle ossa di Francesco. L'urna fu chiusa il 4 marzo
dello stesso anno e protetta da un moderno sistema di sicurezza.
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