San Damiano |
Francesco ottenne "San
Damiano" dai benedettini come dimora permanente per le sue figlie spirituali.
Era una piccola rozza costruzione adiacente all'umile cappella che egli aveva
aiutato a ristrutturare con le sue stesse mani. Chiara
e Agnese furono presto raggiunte dalla loro madre Ortolana e dalla sorella Beatrice, e da
numerose altre donne di Assisi. Così
iniziò l'Ordine delle Povere Dame, o Clarisse, come sarebbe stato chiamato il Secondo
Ordine di San Francesco. Al principio, esse non avevano una regola scritta da
seguire, ad eccezione di una brevissima formula vitae data loro da Francesco.
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Nel 1215,
Chiara, contro la sua volontà,
fu nominata badessa del convento ed occupò tale carica per
40 anni, fino alla morte. Nel 1219, le benedettine di
Monticelli, vicino Firenze, chiesero di diventare Clarisse e Francesco nominò
Agnese
loro badessa. Esiste ancora una lettera scritta a Chiara dopo la loro separazione,
ed è davvero toccante nella sua semplicità ed affettuosità.
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Nello stesso anno, mentre Francesco si trovava in Oriente,
il Cardinale Ugolino, allora protettore dell'Ordine, scrisse una regola per le Clarisse di
Monticelli, basandosi sulla regola di S.Benedetto. Questa nuova regola toglieva alle
Povere Dame la caratteristica francescana dell'assoluta povertà e le rendeva a tutti gli
effetti una congregazione di benedettine. Fu approvata da Papa Onorio III (Bull,
"Sacrosancta", 9 dicembre 1219).
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Chiara si rese conto che la nuova regola permetteva di tenere
proprietà in comune, per cui oppose una coraggiosa e vittoriosa resistenza contro le
innovazioni di Ugolino.
Francesco aveva vietato alle Povere Dame, così come ai propri frati, di possedere
qualunque bene terreno, neanche in comune. Non possedendo nulla, esse dipendevano
unicamente da ciò che i Frati Minori potevano elemosinare per loro.
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Piena di zelo per la diffusione dell'Ordine,
Agnese fondò da Monticelli numerosi altri monasteri clariani
inel norditalia, inclusi quelli di Mantova, Venezia e Padova, e tutti osservavano
fedelmente gli insegnamenti di Francesco e Chiara, dipendendo solo dalle offerte, avendo
fede cieca in Dio, che avrebbe provveduto a loro tramite la gente; la mancanza di rendite
terriere era un'idea nuova a quell'epoca. Ciò che maggiormente colpisce ed attrae
nel suo carattere è l'amorevole fedeltà verso gli ideali della sorella maggiore e
l'imperitura lealtà nell'appoggiare la sua lotta per la Serafica Povertà.
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Chiara amava i
bei sermoni e la musica. Meditava quotidianamente sulla Passione. Quando apprese dei
francescani martiri in Marocco nel 1221, tentò di andarvi per dare la propria vita per
Dio, ma le fu negato. A lei si rivolgeva Francesco, ogni qualvolta era in dubbio, e
fu lei che lo spinse a continuare la sua missione fra la gente, quando egli pensava che
forse la sua vera vocazione era nella vita contemplativa.
Coraggiosa e lieta fino all'ultimo, nonostante le sue lunghe e dolorose infermità,
si faceva sollevare nel letto e riuscì a preparare più di cento corporali per le chiese
della piana e delle colline di Assisi.
Verso la fine della sua vita, quand'era troppo malata per assistere alla messa,
un'immagine della funzione apparve sul muro della sua cella: per tale motivo è stata
proclamata "patrona della televisione".
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Agnese
si
distinse nella vita religiosa per l'eccelso grado della sua virtù, tanto che le sue
compagne dichiararono che ella aveva scoperta una nuova via verso la perfezione nota
soltanto a lei. Come badessa, governò con amorosa gentilezza e sapeva come rendere
l'esercizio della virtù luminoso ed attraente per le consorelle.
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La morte di Francesco |
Durante un attacco di cecità e di malattia, Francesco si recò per
l'ultima volta a San Damiano e Chiara costruì una piccola capanna per lui in un oliveto vicino
al monastero, dove egli compose il magnifico "Cantico
delle Creature".
Nel 1226, dopo la morte di Francesco, la processione che accompagnava i suoi resti mortali
dalla Porziuncola alla città, si fermò lungo il percorso, affinchè Chiara e le sue
figlie potessero vederlo un'ultima volta. Per Chiara, Francesco era sempre vivo. e
forse nulla è altrettanto impressionante, negli anni in cui Chiara sopravvisse a
Francesco, della costante lealtà verso gli ideali del Poverello, e la gelosa cura
con cui si rimase aggrappata alla sua regola e ad i suoi insegnamenti.
Nel 1228, il Cardinale Ugolino, nel frattempo asceso al trono papale con il nome di Papa
Gregorio IX, venne ad Assisi per la canonizzazione di Francesco.
Cercò
di convincere Chiara ad ammorbidire un pò la povertà, che fino a quel momento era stata
praticata a San Damiano, quel tanto che bastava per accettare qualche mezzo di
sostentamento, per i bisogni imprevisti della comunità. Ma ella rifiutò
fermamente.
Il 17 settembre 1228, il papa le garantì il famoso "Privilegium Paupertatis",
il Privilegio della Povertà. Il manoscritto originale di questo singolare
"privilegio" è conservato nell'archivio di Santa Chiara ad Assisi.
Nessuno aveva mai richiesto, nè la Santa Sede aveva mai emesso un simile
"privilegio", Dopo la morte di papa Gregorio IX, Chiara dovette ancora lottare
per il principio dell'assoluta povertà, poichè papa Innocenzo IV avrebbe dato volentieri
alle Clarisse una regola meno rigida, ma la fermezza con cui ella si oppose ebbe la meglio
sul papa.
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I due assalti |
Nel 1234, le armate di Federico II devastarono la valle di Spoleto,
ed i soldati, prima di dare l'assalto ad Assisi, attaccarono il convento di San
Damiano. Chiara, si alzò con calma dal suo letto, dove giaceva malata, ed
affrontò gli invasori, mostrando loro il S.Sacramento in un ostensorio e pregando.
I soldati presero il volo. In riferimento a tale episodio, ella viene generalmente
raffigurata con un ostensorio in mano.
Poco tempo dopo, un'armata più numerosa cercò di devastare Assisi, comandata dal
Generale Vitale di Aversa, che non era stato presente al primo attacco.
Chiara,
riunendo intorno a sè le figlie, s'inginocchiò con loro in fervida preghiera,
supplicando il Signore di risparmiare la città. Immediatamente si scatenò una
violenta tempesta, che causò la fuga precipitosa degli invasori. La gratitudine degli
abitanti di Assisi, che attribuirono di comune accordo la loro salvezza all'intercessione
di Chiara, accrebbe la loro devozione per la "Serafica Madre".
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La morte di Chiara |
Quando
Chiara sentì avvicinarsi il giorno della propria morte, chiamò
intorno a sè le consorelle addolorate, ricordando loro i molti benefici che esse avevano
ricevuto da Dio ed esortandole a perseverare con fede nell'osservanza della povertà
evangelica. Papa Innocenzo IV venne da Perugia per incontrare la santa ormai in fin
di vita, e che aveva già ricevuto gli ultimi sacramenti dal Cardinale Rainaldo.
Finalmente, due giorni prima della morte di Chiara, il Papa,, senza dubbio indotto dalle
reiterate richieste della badessa morente, confermò solennemente la Regola definitiva
delle Clarisse (Bull, "Solet Annuere", 9 agosto 1253), ed in questo modo
assicurò loro il tesoro prezioso della povertà che Chiara, seguendo Francesco, aveva
scelto come proprio destino fin dall'inizio della sua conversione.
Agnese era tornata da Firenze per assistere Chiara durante l'ultima
malattia; anche Leone, Angelo, e Ginepro, tre dei
primi compagni di San Francesco, erano accanto al letto
di morte di Chiara e, su richiesta di lei, lessero ad alta voce il Vangelo
secondo S.Giovanni, così come avevano fatto mentre Francesco stava morendo alla
Porziuncola. Il 11 agosto 1253, la santa fondatrice dell'Ordine delle Povere Dame
volò serenamante in cielo. Il Papa con la sua corte, venne a San Damiano per il suo
funerale, che fu una vera e propria processione trionfale.
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La tomba di Chiara |
Le Clarisse desideravano far rimanere il corpo della loro fondatrice
a San Damiano, ma i magistrati interferirono e fecero in modo che le venerate spoglie di
colei che aveva salvato due volte Assisi dalla distruzione, fossero custodite in città.
La fama dei miracoli di Chiara era ormai largamente diffusa. Non era
prudente, dicevano gli abitanti di Assisi, che il suo corpo restasse senza protezione al
di fuori delle mura della città. Inoltre, ella meritava anche una chiesa costruita
in suo onore.
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Nel frattempo, le spoglie di Chiara vennero sistemate nella chiesa di
S.Giorgio (ora inclusa nella basilica di S.Chiara), dove il corpo di Francesco era stato
sepolto in attesa della costruzione della Basilica di San Francesco.
Il 26 settembre 1255, Chiara fu canonizzata da Alessandro IV, e poco dopo venne
iniziata la costruzione della chiesa a lei dedicata.
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Il 3 ottobre 1260, le spoglie di Chiara furono sepolte a grande
profondità nella terra sottostante l'altare maggiore della nuova chiesa, in modo che
fosse impossibile raggiungerle. Dopo esser rimaste nascoste per sei secoli, come i
resti di San Francesco, e dopo molte ricerche, la tomba di Chiara fu ritrovata nel
1850.
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Finalmente, il 29 settembre 1872, le ossa della santa furono trasferite in
pompa magna dall'Arcivescovo Pecci, divenuto in seguito Leone XIII, nel santuario
della cripta di Santa Chiara.
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La morte di Agnese |
Nel 1253,
Agnese , essendo tornata a San Damiano durante l'ultima malattia
di Chiara, fu presente alla sua morte ed al suo funerale. Tre mesi dopo, il 16
novembre dello stesso anno, Agnese seguì la sorella maggiore verso l'eterna ricompensa,
come era stato predetto da Chiara. Sua madre Ortolana e la sorella
Beatrice erano già volate in cielo. Le preziose spoglie di Sant'Agnese riposano
vicino a quelle di sua madre e delle sue sorelle nella chiesa di Santa Chiara ad Assisi.
Dio, che in vita aveva concesso ad Agnese tante manifestazioni della sua benevolenza,
magnificò la sua tomba con numerosi miracoli. Agnese fu canonizzata nel 1753
da Benedetto XIV.
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